Promosso a dirigere la Divisione Sicurezza nel 1853, ebbe un’altra brillante idea relativa alla raccolta d’informazioni: si rese conto che le prostitute, con le loro frequentazioni estese a tutti gli strati della società, potevano essere delle eccellenti fonti di notizie. Istituì quindi un Fondo di Soccorso per le Prostitute, il primo al mondo nel suo genere, guadagnandosi la riconoscenza (e la preziosa collaborazione…) di tutte le mondane berlinesi.
La carriera di Stieber subì un brusco arresto nel 1857 con l’ascesa al trono prussiano di Guglielmo I, di visioni più liberali rispetto al precedente monarca, che lo esonerò da gran parte dei suoi incarichi.
Recatosi in Russia, dove collaborò a rimodernare gli obsoleti servizi spionistici zaristi, nel 1863 riuscì, grazie ad informazioni acquisite a San Pietroburgo, a sventare l’attentato ordito dall’anarchico Michail Bakunin ai danni di Otto von Bismarck, neo-eletto Cancelliere prussiano. Quest’ultimo, colpito dai metodi e dall’efficienza di Wilhelm, lo incaricò di costituire una rete di spionaggio in Austria, nazione che Bismarck considerava il primo ostacolo per il suo progetto di unificazione tedesca.
Stieber, nonostante gli fossero stati concessi appena dieci giorni per elaborare un piano, fu all’altezza delle aspettative: propose innanzitutto di reclutare un numero considerevole di agenti, perlopiù tra i cittadini austriaci e soprattutto tra i giornalisti, questi ultimi potenzialmente ottime spie sia per il loro facile accesso alle informazioni, sia per la loro cronica necessità di denaro, cosa che li rendeva facilmente corruttibili. La moneta austriaca necessaria a pagare gli agenti avrebbe dovuto essere prodotta da una serie di falsari reclutati allo scopo; inoltre, sarebbe stato necessario fomentare agitazioni nazionalistiche tra le minoranze dell’Impero Austro-Ungarico e promuovere una campagna stampa di disinformazione ai danni di Francesco Giuseppe e del governo austriaco, per additarli, di fronte a tutta l’Europa, come i principali fomentatori di una eventuale guerra contro la Prussia. Il piano fu approvato da Bismarck su tutta la linea e le informazioni così acquisite risultarono fondamentali per determinare la schiacciante vittoria prussiana di Sadowa del 1866.
Il successivo obbiettivo del machiavellico Cancelliere era la Francia di Napoleone III e Bismarck si affidò nuovamente alla sua spia di fiducia per infiltrare gli agenti prussiani nel Paese nemico. Stieber elaborò, anche questa volta, un piano efficace e rivoluzionario, impostando alcuni criteri di raccolta di informazioni che sarebbero diventati la base dei moderni servizi segreti. Recatosi in Francia sotto le mentite spoglie di un giornalista, manco a dirlo di nome Schmidt, individuò alcune categorie di persone più malleabili, da cui reclutò decine di spie. In primo luogo, gli appartenenti alle classi sociali disagiate, sempre bisognosi di denaro, poi ufficiali e funzionari statali oberati da debiti di gioco o desiderosi di rivalsa perché danneggiati nella loro carriera, e ancora nobili o industriali ricattabili per motivi personali e, infine, gli oppositori al regime napoleonico, questi ultimi importantissime fonti di informazione e, soprattutto, assolutamente gratuite. Anche qui, la mole e la qualità delle notizie raccolte risultarono talmente importanti da far dire a Bismarck che rappresentavano un invito per gli stivali dei soldati Prussiani… Addirittura, una spia prussiana, spacciandosi per decoratore, riuscì ad introdursi indisturbato nel Ministero della Guerra di Parigi e a rubare i piani militari difensivi dell’Esercito francese!
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Guglielmo I