Il salotto di Nonna SperanzaLe piqueur de fesses

una nuova paura nella Parigi della Restaurazione

di Marinette Pendola

Rimedio sicuro contro la Puntura (Miniatura 219x364 px)Siamo partiti credendo di immergerci in un fatto di cronaca inconsueto ma divertente e ci siamo trovati invischiati in questioni politiche che vanno ben oltre il fatto in sé. Tuttavia, all’epoca, ci fu chi seppe cogliere l’aspetto ridicolo della questione, evidenziandolo in canzoni divenute subito popolari e raccolte nel volume La piqûre à la mode, o in vignette umoristiche diffuse attraverso i quotidiani, in cui bastoni da passeggio, ombrelli, spade, tutto, nelle litografie del giorno, si trasformavano in strumenti di punture. Altri, soprattutto farmacisti e medici, sfruttarono il fatto dal punto di vista commerciale proponendo antidoti contro le punture o cure specifiche. Infine, ci fu un armaiolo che costruì un proteggi natiche in metallo leggero.

La vicenda trovò emuli in altre città francesi ed europee, ma ben presto scomparve dalla cronaca e per un po’ di tempo non si sentì parlare di punture al posteriore delle fanciulle. Alcuni anni dopo, nel 1822-23, furono denunciati di nuovo fatti simili. Questa volta, però, le punture colpirono a caso altre parti del corpo femminile, come le braccia, il fianco, la mano, il piede… Viene da pensare che i gesti del 1819 fossero favoriti dalla moda che ancora imponeva delicati abiti di mussola in stile impero e scialli leggeri che svolazzavano al vento come ali, mentre nel 1822 l’abito cominciava già ad acquistare l’ampiezza che avrà a metà del secolo per cui diventava più difficile oltrepassare gonna, sottogonna e mutandone. I fatti del 1822-23 tuttavia non suscitarono lo stesso interesse mediatico e finirono rapidamente nel dimenticatoio.

Al di là del fatto di cronaca che, di primo acchito, può apparirci salace ma in realtà è semplicemente un ulteriore gesto di violenza compiuto sul corpo delle donne, questa serie di eventi, con la loro diffusione mediatica, ci rivela aspetti della nostra cultura che comincia a prendere forma proprio all’inizio dell’Ottocento. Da una parte, ci aiuta a capire come, nei momenti di transizione di per sé sempre difficili da vivere poiché creano incertezze e ansie, si finisca per convogliare tali stati d’animo dando loro la forma di una paura ben determinata sebbene non sempre realmente giustificata. Dall’altra, proprio analizzando questo fatto lontano nel tempo, capiamo come le paure collettive possano essere alimentate per obiettivi politici. Il fatto di cronaca del piqueur de fesses ci aiuta in sostanza a diventare consapevoli dei meccanismi che reggono parte della vita pubblica attuale.


Immagine nella pagina:
Strenna di Capodanno 1820, Rimedio sicuro contro la Puntura, acquaforte del 1819

Fine.
Precedente 1 | 2 | 3 | 4 Successiva

Maggio 2023 (n° 33)

C. Bossoli, Ingresso del Re a Bologna (1 maggio 1860), 1860. Proprietà: Città di Torino-Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea, conservato presso: Museo Nazionale del Risorgimento Italiano di Torino.

© 2005 - 2026 Jourdelo.it - Rivista storico culturale di 8cento

Registrazione Tribunale di Bologna n. 7549 del 13/05/2005 - Direttore Resp. Matteo Ceraolo

🕑