Here women are the soul of society

Bologna nella memoria delle viaggiatrici straniere

di Antonia Marcarelli

Le viaggiatrici non furono più solo affascinate dai paesaggi incantevoli delle pagine dei grandi romanzi, dai monumenti della città e dai grandi dipinti dell’Accademia delle Belle Arti, ma l’interesse primario si concentrò sugli eventi locali. Così, le salonnières cominciarono ad aprire le porte delle proprie dimore per accogliere viaggiatrici d’oltralpe, sapendo per altro parlare bene l’inglese e il francese.

Busto Elisabetta Sirani (Miniatura 219x362 px)Madame Louise Colet, che redasse L’Italie des Italiens (1859-64) in tre volumi, e che viaggiò in Italia insieme a sua figlia (v. Jourdelò, n. 18), descrisse il suo incontro in città con Cornelia Rossi Martinetti, famosa, scrisse Colet, per il suo spirito e la sua bellezza, o con la contessa Carolina Pepoli Tattini. Attraverso tali ambienti, la città costituì un punto focale per gli scambi interculturali. Da questi luoghi, si diffuse l’idea dell’unità nazionale che cominciò a interessare sempre più donne provenienti da tutti i paesi europei, spesso da contesti più industrializzati ed emancipati, come quello anglosassone.

L’Inghilterra assunse in verità un ruolo di primo piano in virtù della presenza di Giuseppe Mazzini a Londra, expat che seguitò a portare la sua idea di Giovine Italia, alla quale aderirono molte donne estranee e al contempo entusiaste.

Il viaggio, ad ogni modo, diede uno straordinario impulso alla presa di parola femminile, condensandosi in numerose forme di narrazione: dalle lettere, ai diari, alle guide itinerarie, si sviluppò un nuovo modo di osservare e raccontare il mondo e la realtà circostante. La scrittura divenne un potente mezzo per lasciare memoria di sé e delle proprie esperienze nell’altrove, contribuendo alla fioritura di un certo mercato editoriale dedicato alla scrittura del viaggio, che produsse una sorta di effetto emulazione.

Le scrittrici di viaggio hanno offerto un’importante prospettiva sulla vita quotidiana, sui costumi e sulle sfide affrontate dalle donne del XIX secolo. Attraverso le loro descrizioni dettagliate, hanno contribuito a evidenziare le disparità di genere e a dare voce a esperienze spesso trascurate dalla narrativa egemonica. Molte autrici di viaggio hanno narrato le proprie avventure ed esplorazioni, dimostrando così una volontà di emancipazione e un desiderio di indipendenza.


Immagine nella pagina: Busto di Elisabetta Sirani

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Maggio 2024 (n° 34)

E. Matania, Partenza da Napoli di 180 volontarii colla Principessa Belgioioso, in F. Bertolini, Storia del Risorgimento Italiano, Milano, Treves, 1899, colorata artificialmente.

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