La rivincita di Carlotta Gargalli, pittrice neoclassica bolognese

di Ilaria Chia

Il palazzo della contessa Cornelia Rossi Martinetti in via San Vitale, che comprendeva un magnifico giardino all’inglese, è un rinomato salotto dell’epoca, luogo di ritrovo per intellettuali, artisti, scrittori.
C. Gargalli, Ritratto di Andrea Pizzoli, 1806 (Miniatura 219x321 px)È qui che viene ospitato Antonio Canova di passaggio a Bologna nell’estate del 1810 ed è proprio lo scultore a scoprire il talento di Carlotta Gargalli o, almeno, a incoraggiarlo.

Una prova è la lettera scritta dal padre Filippo nel settembre dello stesso anno. Il linguaggio da lei tenuto sulle produzioni della mia Figlia fu quello dell’Uomo grande, che compatisce le mancanze, che rileva lo sforzo del ben oprare ed inspira coraggio nella difficile carriera delle belle arti e della virtù. Secondo Pietro Giordani, pro-segretario dell’Accademia di Belle Arti di Bologna, sarebbe stato proprio Canova a spingere per l’assegnazione all’allieva della sovvenzione per studiare a Roma, privilegio che veniva concesso agli studenti più promettenti. Il 2 aprile 1811 scrive Giordani all’abate Sartori: La Gargalli (raccomandata da tuo fratello) ha ottenuto di essere ammessa ad un esame straordinario per Roma. Pochi giorni dopo, il 19 aprile, il letterato piacentino ritorna sull’argomento: La Gargalli, raccomandata dal divino, aveva ottenuto di fare un esame straordinario per venire a Roma; che si farà presto; e certamente avrà voti favorevoli.

L’esame si svolge il mese successivo e si conclude il giorno 18 maggio 1811 con l’assegnazione alla Gargalli dell’alunnato romano per la pittura in una seduta accademica alla quale in via del tutto straordinaria partecipa lo stesso Canova, in quei giorni a Bologna per donare all’Accademia l’esemplare in gesso della testa di Papa Clemente XIII Rezzonico e pranzare con i professori a villa Marescalchi a Mezzaratta.


Immagine nella pagina: C. Gargalli, Ritratto di Andrea Pizzoli, 1806

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Maggio 2024 (n° 34)

E. Matania, Partenza da Napoli di 180 volontarii colla Principessa Belgioioso, in F. Bertolini, Storia del Risorgimento Italiano, Milano, Treves, 1899, colorata artificialmente.

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