A Roma lo scultore continuerà a riservare all’allieva una certa attenzione, concedendole il privilegio di accedere alla propria collezione pittorica per il primo saggio da spedire a Bologna, la copia del Ritratto di ecclesiastico ricavata dal Moretto.
Altra figura molto interessante è quella di Bianca Milesi. Nata in un’agiata famiglia lombarda, studia sotto la guida di Andrea Appiani e si trasferisce a Roma alla fine del 1810 con l’intenzione di fare della pittura la sua professione. Francesco Hayez la ricorda a Roma come sua condiscepola, annotando come l’Accademia del Regno italico fosse aperta, non solo ai pensionati di Milano, Bologna e Venezia, ma anche a quanti stavano per loro conto a Roma a studiare. Nell’Urbe la Milesi conosce Canova e fa amicizia con Carlotta Gargalli, appoggiandola nel tentativo di ottenere una sovvenzione statale per rimanere a studiare a Roma quattro anni invece che tre. Di Bianca Milesi rimane un suggestivo ritratto realizzato da Gaspare Landi, ora di proprietà degli Uffizi, dove la pittrice si rivolge allo spettatore con uno sguardo intenso e vivace, con un toccalapis in mano, segno dei suoi interessi artistici.
Sul versante maschile è molto interessante il confronto con Tommaso Minardi, compagno di studi della Gargalli a Roma. Il loro percorso artistico è accomunato da una serie di difficoltà: precarietà economica, malattie, incomprensioni con il mondo accademico. Nonostante gli attestati di buona condotta firmati dal console Tambroni e da Canova, sui due borsisti bolognesi grava una malcelata sfiducia, espressa senza mezzi termini dal pro-segretario Pietro Giordani. Già tutti i nostri alunni (fuori di Bassi) sono stati sempre in possesso di diportarsi male. Minardi non ha ancora mandato niente il dovuto dell’anno 1813. La Gargalli mandò un disegnino: ma la mezza figura dipinta di sua invenzione, e i due nudi d’accademia, come ingiunge il piano, non si videro. E ancora: La Gargalli è molto trascurata e bugiarda. Minardi pare che non conosca nemmeno il nome dell’onore. Si è pappate (che vuol dire rubate) le pensioni; ed è arretrato di due anni nei saggi. Ma lasciamo queste miserie.
Immagine nella pagina: C. Gargalli, Ritratto della famiglia de Bianchi, 1818