Accadde, precisamente, nel 1897: era passato circa un anno dalla ignominiosa sconfitta di Adua, quando su Le Figaro, il famoso giornale francese, comparvero una serie di articoli pesantemente offensivi nei confronti del Regio Esercito.
In uno di essi si affermava addirittura che, durante una festa voluta da Menelik per celebrare il primo anniversario della vittoria abissina, alcuni ufficiali italiani prigionieri avessero brindato alla salute del Negus. Tra essi, si sarebbe trovato perfino il Generale Matteo Albertone che, dopo il brindisi, si sarebbe rivolto ad un ufficiale francese dicendogli: Bisogna pur mostrarsi cortesi. La gelida risposta del transalpino pare fosse stata la seguente: Mon Dieu, non vedo come un Generale francese sarebbe capace di bere alla salute del Kaiser Guglielmo II! Il tutto era, ovviamente, condito dalle solite amenità sul valore del soldato italiano: vile, incapace di combattere, sempre pronto alla fuga e così via.
Si scoprì ben presto che l’autore degli articoli era nientepopodimeno che il Principe Enrico d’Orléans, bisnipote dell’ultimo Re di Francia e cugino della moglie del Duca d’Aosta Emanuele Filiberto, di mestiere giornalista dilettante ma, soprattutto, praticante la nobile arte del contrabbandiere d’armi. Le proteste e le smentite alle affermazioni del Principe piovvero immediate, perfino da parte francese: ad esempio, il sacerdote Padre Audin scrisse a Le Figaro, smentendo recisamente l’episodio del brindisi di Albertone e dicendo: ...in conclusione dirò che il Principe Enrico con la sua leggerezza giovanile, con la sua italofobia ingiustificabile e con la sua malafede, per non dire nulla delle sue avventure galanti e poco pulite con delle ragazzine di Addis Abeba, fa torto al decoro del nome francese. Addirittura il capo del casato d’Orléans, il Duca Luigi Filippo, biasimò pubblicamente le dichiarazioni del parente.
Intanto in Italia montava l’indignazione, e da più parti si chiedeva che l’onore e la dignità delle nostre armi fossero difesi. Il fatto poi che il Principe Enrico fosse francese, ricordiamo che lo Scippo di Tunisi e il massacro di Aigues-Mortes erano eventi abbastanza recenti, e che le armi usate dagli abissini ad Adua fossero state vendute loro proprio dall’Orléans, non contribuiva certo a stemperare la tensione.
Immagine nella pagina:
Fotografia del Principe Enrico d’Orléans, 1900