Il Principe Dimenticato

...ovvero, di sigari e di sciabole

di Andrea Olmo

Molti nostri ufficiali sfidarono allora a duello il calunniatore, primo fra tutti il Generale Albertone, nel frattempo rientrato dalla prigionia, e un tale Tenente Pini, anch’egli reduce di Adua. Ma l’Orléans, vuoi per arroganza, vuoi per paura, rifiutò tutte le proposte, accampando la motivazione che, essendo di sangue reale, riteneva di doversi battere solo con un suo pari. A questo punto, giocoforza, dovevano entrare in campo i rampolli di Casa Savoia: il Principe ereditario Vittorio Emanuele, però, era fuori discussione. Essendo l’unico figlio maschio di Umberto I la sua vita non poteva essere messa a repentaglio e, oltretutto, quel principotto basso e rachitico appariva anche poco adatto a difendere l’italico onore. Stesso discorso per Emanuele Filiberto d’Aosta, secondo in linea di successione al trono e, inoltre, sposato con la cugina dell’Orléans. E siccome il Duca degli Abruzzi era impegnato a scalare il Monte S. Elia nella lontana Alaska, non restava che il Conte di Torino! Non è dato sapere quanto la sua scelta di battersi sia stata spontanea e quanto incoraggiata da Re Umberto, comunque sia il ventisettenne Vittorio Emanuele non si tirò indietro e mandò immediatamente una lettera ad Enrico d’Orléans, chiedendogli di ritrattare le calunniose accuse: Voi, Signore, concludeva la missiva, dovrete senza esitazione ristabilire l’esattezza dei fatti. Mi renderete obbligato, se mi farete conoscere le vostre intenzioni al riguardo il più presto possibile.


Il duello del Conte di Torino col Principe Enrico d’Orléans (Miniatura 219x151 px)La risposta del francese giunse dopo più di un mese, ma fu lapidaria: Confermo il mio dire.


La parola, pertanto, passò alle armi. Il 12 agosto 1897, il Conte di Torino partì per Parigi accompagnato dai suoi padrini, il Colonnello Conte Felice Avogadro di Quinto e il Colonnello Francesco Vicino Pallavicino; giunto nella capitale francese il giorno dopo, si incontrò immediatamente con l’Orléans e con i suoi padrini, Raoul Morichon e il Capitano russo Nikolaj Stefanovič Leont’ev, compare di contrabbando del Principe, al fine di definire i dettagli del duello.


Immagine nella pagina:
Il duello del Conte di Torino col Principe Enrico d’Orléans, nel bosco di Vaucresson presso Parigi (disegno di A. Beltrame, da fotografie e in base alle descrizioni di testimoni oculari, 22 agosto 1897, colorato artificialmente)

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Maggio 2024 (n° 34)

E. Matania, Partenza da Napoli di 180 volontarii colla Principessa Belgioioso, in F. Bertolini, Storia del Risorgimento Italiano, Milano, Treves, 1899, colorata artificialmente.

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