E cosa si nasconde sotto questi mantelli polverosi? A volte gioie, a volte dolori. A volte il pennello, sotto la polvere scura, incontra parti bianchissime e un po’ farinose, e allora si deve fermare, perché è un segno di malessere del marmo, che si sta proprio trasformando in gesso. E può succedere anche che un pezzettino di modellato, non più incollato al suo posto dalla sporcizia, salti via sotto l’azione del pennello! Ma non temete, gli Spolveratori hanno sempre con sé dei sacchettini: dentro viene inserito il frammento e adeguatamente etichettato e conservato.
Capita anche che i pigmenti neri che colorano le scritte, risecchiti dal tempo, si polverizzino al primo contatto; così come capita di imbattersi in dediche che le persone hanno scritto sul marmo. A prima vista può sembrare disdicevole, ma poi, se fate caso alla data che scrivono, potreste notare che risale a un secolo prima! E qui sorge il dubbio amletico: spolverarla o non spolverarla?
Ma ci sono anche delle gioie: scritte incise o disegnate nel marmo, decori molto delicati che riemergono da sotto la polvere, addirittura residui di vecchie dorature o pigmenti colorati. Possono sembrare dettagli, ma in realtà indicano che la scultura ha una storia che parte da un aspetto diverso rispetto a quello arrivato a noi, oggi.
La spolveratura viene sospesa in inverno. In autunno un pomeriggio viene dedicato agli Spolveratori, che presentano il loro lavoro durante una visita guidata in Certosa.
Nel 2024 il laboratorio di Spolveratura ha festeggiato i suoi primi dieci anni, ma ha ancora secoli di polvere da tenere a bada, ragion per cui, se sentite uno spirito patriottico verso queste tombe ottocentesche, non esitate a contattare l’Associazione. Di polvere, ce n’è per tutti!
Si ringrazia Lucia Vanghi, Presidente dell’Associazione Amici della Certosa, per il suo contributo.
Immagine nella pagina:
Dettaglio del monumento Montanari prima e dopo la Spolveratura