Prima di ricordare la più celebre tra tutti, Maria, non possiamo dimenticare il più giovane dei fratelli, Ignazio, anch’egli cantante, che debutta il 20 marzo 1807 all’Accademia Polinniaca nella Passione di Gesù Cristo scritta da Giovanni Paisiello su libretto di Metastasio, nella quale (come scrive il Redattore del Reno) fece sentire la sua voce armoniosa e tanto più meritò il comune applauso.
A Bologna è presente nei concerti dell’Accademia dei Concordi, come quello nel 1808 in cui duetta col celebre contralto Adelaide Malanotte, e della Società del Casino, interprete (1813) nel Deucalione e Pirra assieme al fratello Francesco, a Gertrude Righetti e al basso Gennaro Simoni. Il 3 agosto 1808 organizza, dirige e canta nella festa musicale in onore di Eugenio Beauharnais descritta da tutte le cronache bolognesi, mentre nel 1811 partecipa alle feste musicali dei Concordi e del Casino dei Nobili per la nascita del Re di Roma. In città Ignazio canta anche in teatro, al Comunale e al Contavalli, in opere di Morlacchi, Vaccaj, Rossini e Meyerbeer. E proprio dopo un’ultima apparizione al Comunale nel 1846 terminano le notizie che abbiamo su di lui.
Per ultima abbiamo lasciato la rappresentante più illustre della famiglia: Maria.
Nata il 7 agosto 1775, Maria studia pianoforte e composizione e nel 1794 sposa l’avvocato Luigi Giorgi, fondando nella sua dimora l’Accademia Polinniaca.
È qui che, come scrive Bacchetti nel suo Elogio Funebre: i più famosi cultori e i più chiari maestri di canto e di suono le si avvicinavano, vi correvano a gara come a fonte ubertoso e felice, onde attingerne il buon gusto, le grazie, e la squisitezza dell’arte. E la sua casa, quasi convertita in Arcadia o in novello Parnaso, era asilo e piacevole soggiorno della festività, della gioia, e del diletto. Qui […] ospitò i più rinomati professori che vi si adunavano per eseguirvi le più scelte produzioni di musica antica e moderna, vocale e strumentale. La Polinniaca è infatti il luogo dove le musiche degli operisti italiani più in voga si alternano a quelle degli autori stranieri in Italia sconosciuti, come Haydn e Beethoven, e dove si esibiscono in memorabili serate giovani di grandi speranze (come Rossini) e artisti di fama internazionale (come il soprano Isabella Colbran).
Immagine nella pagina:
J.B. Mauzaisse, Ritratto di Napoleone Francesco Giuseppe Carlo Bonaparte, miniatura (nato nel 1811 gli viene riconosciuto il titolo di cortesia di Re di Roma)