Laboratorio di scrittura

a cura di Marinette Pendola



La bistecca
Gianna Daniele

Questa sera ti porto da Cinetti; non è distante; ci sono già stato una volta e mi è sembrato discreto.
Il tragitto breve in auto, lungo una strada bordata da una fila di alberi; da un lato il monte, poi una cava, dall'altro la pianura.
L’odore fresco di una sera stellata ed appena ventilata; pochi gradini che conducono all'ingresso; il sorriso gentile dell’oste che ci conduce al tavolo. Si discute degli avvenimenti del giorno, si sorride con gli occhi e con le mani, si apprezza il profumo di un rosso che lascia nel naso un morbido odore di violetta.
E poi arriva lei: una bistecca fumante nascosta da un fungo gigantesco!
L’odore della perfezione, l’armonia del sapore.
Il dessert non sarebbe necessario, ma riesce a chiudere un cerchio perfetto.
All'uscita l’aria frizzante rinfresca le gote un po’ rosse, gli occhi e le mani si cercano; poi il rientro silenzioso, la chiave nella toppa, il gracidare delle rane, i fiorellini blu in fondo al muro del giardino, il fluire del torrente che accompagna il nostro sonno.




Percorsi
Laila Savazzi

Da quando abito in campagna, ogni giorno ho motivo di stupirmi. Uccellini che bevono nelle pozzanghere come nei cartoni animati di Disney, alberi che fioriscono all'improvviso alternati a lande deserte di campi arati, foglie che passano dal colore caldo del fuoco a quello splendente dell’oro, fagiani che ti passano davanti con gran dignità, lentamente a becco alto, e spariscono all'improvviso, voli di rondini, lepri impazzite nella corsa, muschio nelle zone d’ombra, ciuffi di giunchiglie. Mi lascio conquistare dall'inebriante pace, dai prati di luce, dall'armonioso profumo di viole mai appassite, guardando l’orologio in febbrile attesa della stagione successiva. Una sensazione di déjà vu, come di essere tornata nella mia terra natale. Eppure sono nata in città e ho sempre vissuto in centro. Ora abito alla Corte dei melograni, ospite di un’amica.

La cosa più strana è la sensazione che qui la miseria non esista. Non esistono case brutte. Solo ville o case più che decorose. Qualcuna cadente ma con gran dignità, come una regina in esilio, abbandonata, ma circondata da cipressi, con l’aria di una casa stregata, con le finestre senza infissi, come occhi sbarrati.
Sono assalita dalla sensazione che qui regni la concordia e l’armonia. Forse perché hanno tutti un nemico comune. È la burocrazia, la legge, se così si può chiamare. C’è chi spia e va a riferire, per un senso di giustizia, s’intende… Vigili nascosti per fare multe incredibili. Guai se accendi un falò, nel tuo prato, magari per bruciare le vecchie foglie, senza chiedere il permesso il giorno prima. Guai se allunghi di un metro il garage, senza richiesta di un geometra. C’è già chi lo sa mentre lo fai, e multe allucinanti. Non lo sapevi? Peggio per te.


Fine.
Precedente 1 | 2 Successiva

Ottobre-Dicembre 2008 (Numero 11)

Comune di BolognaCon il patrocinio del Comune di Bologna
Modello di abito per il Ballo delle Debuttanti

© 2005 - 2026 Jourdelo.it - Rivista storico culturale di 8cento

Registrazione Tribunale di Bologna n. 7549 del 13/05/2005 - Direttore Resp. Matteo Ceraolo

🕑