A cento anni esatti dall’entrata in guerra dell’Italia, l’Associazione 8cento intende ricordare questo importante momento storico con il tradizionale evento Gran Ballo dell’Unità d’Italia.
Siamo alla vigilia della Grande Guerra: lo spettacolo rivive quei preparativi, quelle paure e quelle speranze di tutti coloro che erano pronti a partire per il fronte, ma anche di tutti coloro che restavano a casa aspettando notizie dai propri cari. Tra coloro che si preparavano, oltre ai soldati in attesa di essere chiamati dalle Forze armate italiane, ricordiamo le crocerossine, che parteciparono alla guerra attraverso una grande operatività rivolta a lenire quotidianamente ferite e sofferenze di chi combatteva. E sono proprio loro le protagoniste del nostro evento, le crocerossine, che ci parlano e ci raccontano, attraverso la lettura delle pagine dei loro diari, spaccati di guerra ed episodi delle retrovie, riportando in luce passioni e tempi nostalgici del passato con uno sguardo prettamente femminile.
L’impegno sociale di queste donne, conosciute come sorelle, diventa istituzionale nel 1908 con la fondazione del Corpo Infermiere Volontarie della CRI, ma affonda le sue radici nei campi di battaglia dell’Ottocento. Infatti l’idea della Croce Rossa sembra appartenere allo svizzero Henry Dunant; nel 1859, durante la battaglia di Solferino, al grido Siamo tutti fratelli Dunant incitava la popolazione a soccorrere i sopravvissuti alla carneficina. E furono le donne di Castiglione delle Stiviere a rispondere per prime, raccogliendo i feriti e ricoverandoli nei locali della parrocchia trasformata in ospedale da campo. Impeccabili nelle loro uniformi bianche dal lungo velo, le crocerossine seguono da sempre l’originaria ispirazione Ama, conforta, lavora, salva.
È nella seconda metà dell’Ottocento, ed in particolare dopo l’Unità d’Italia, che si avviò anche grazie a loro l’idea di emancipazione femminile dentro al grande processo della nazionalizzazione degli italiani che culminò nella mobilitazione dell’entrata in guerra nel 1915, dove giovani provenienti da zone diverse della penisola si trovarono a combattere fianco a fianco, nonostante le difficoltà comunicative e di linguaggio, dentro una comune identità nazionale.
A fianco di questi giovani si trovarono numerose donne che, per motivi personali, professionali, umanitari o religiosi, o semplicemente per vedere da vicino la guerra come luogo di esclusività maschile, entrarono in contatto con un mondo nuovo. Tutti uniti sotto la stessa passione ideologico-politica che la IV Guerra d’Indipendenza (così era considerata la Prima Guerra Mondiale) avrebbe reso grande il nostro Paese con un conflitto di breve durata.
Immagine nella pagina:
Crocerossina. Immagine del Gran Ballo dell'Unità d'Italia 2015.