Anche se escluse dall’organizzazione propria militare e dalla difesa sul campo di battaglia, le crocerossine manifestarono la propria appartenenza alla comunità nazionale, partecipando attivamente alla vita dei soldati nelle retrovie. Usando un’espressione tipicamente teatrale, che ci permette di riportare l’attenzione sull’evento spettacolare messo in scena in occasione del Gran Ballo dell’Unità d’Italia, le crocerossine rappresentarono il dietro le quinte, cioè tutto ciò che non era visibile nello scenario di guerra, ma estremamente necessario e fondamentale affinché in scena lo spettacolo potesse continuare. Non furono solo angeli dell’assistenza e cucitrici di camicie rosse, ma grandi protagoniste della storia, soprattutto della storia degli uomini e degli animi.
Tenere a freno le paure, sostenere chi era vicino a perdere la ragione, leggere e scrivere per i pazienti inabili o analfabeti, distribuire giornali, riviste e qualche libro, accompagnare i più gravi verso la morte. Tutto questo era affidato alle crocerossine, e non ha prezzo per essere riconosciuto. Troppo spesso dimenticato o addirittura cancellato dalla memoria, questo aspetto morale, psicologico e umanitario ci fa riflettere sull’importanza che ognuna di loro ebbe nella storia del nostro paese.
La guerra bisogna accettarla cercando di alleviarne le conseguenze. Quale più intima gioia del resto, di potersi adoperare in qualche modo, di offrire la nostra umilissima collaborazione all’opera comune? Un momento di sollievo recato ai nostri valorosi soldati che soffrono il gelo e la tormenta, è la maggior ricompensa a qualunque nostro lavoro o sacrifizio. Solo chi non dà e non fa nulla può sentirsi infelice. Per chi opera c’è a compenso di tanti dolori una gioia pura a nessun’altra pari.
Nella prospettiva di questa memoria, il Gran Ballo dell’Unità d’Italia offre un prodotto artistico capace di alimentare valori universali propri dell’individuo: emozioni, sensazioni, sentimenti, partecipazione, coinvolgimento e confronto. Riflettendo sui temi dell’esistenza e i moti dell’anima, l’evento rende partecipe non solo coloro che fungono da attori-danzatori-protagonisti, ma anche tutti coloro che ne sono fruitori.
Quando cesserà il frastuono dell’arma la nostra missione non sarà paranco finita perché i nostri fratelli avranno sete del nostro conforto. Quando l’esercito avrà smobilitato e i nostri ospedali cesseranno del compito pietoso, anche noi potremo riprendere la via del ritorno. Ritorneremo allora con la coscienza del dovere serenamente compiuto, con la fierezza dei servizi dati alla Patria, con l’orgoglio di aver dimostrato che le Donne Italiane sono state degne della storia ora che ha incamminato verso i più radiosi destini l’eroica nostra Italia.
Immagini nella pagina:
Fotografie di Crocerossine durante la Prima Guerra Mondiale.