Ricerche di laboratorio più recenti, però, suggeriscono che la contaminazione dei cibi in scatola non sia sufficiente a giustificare tale livello di avvelenamento, e che una fonte di piombo ben più pericolosa possa essere stata costituita dalle tubature utilizzate per i sistemi di potabilizzazione dell’acqua marina. In ogni caso, l’avvelenamento da piombo può essere stato un fattore aggravante delle già difficili condizioni di salute degli uomini dell’equipaggio.
La drammatica storia della spedizione perduta di Franklin è stata fonte di ispirazione per numerosi romanzi, tra i quali ricordiamo Le avventure del capitano Hatteras di Jules Verne (1866), La scomparsa dell’Erebus, di Dan Simmons (2007) e Morsa di ghiaccio di Clive Cussler (2010), e ha ispirato anche opere in ambito musicale e pittorico, la più nota delle quali è la tela L’uomo propone, Dio Dispone di Sir Edwin Landseer, che nel 1864 creò scalpore all’annuale mostra della Royal Academy, venendo giudicata di cattivo gusto.
Inoltre, in Inghilterra sono state dedicate varie statue a Sir John Franklin, come quella nella sua città natale di Spilsby, nel Lincolnshire, e quella eretta presso l’Old Royal Naval College di Greenwich nel 2009.
Ironia della sorte, proprio le ricerche della spedizione perduta di Franklin portarono alla mappatura di molte centinaia di chilometri di canali marittimi fino ad allora sconosciuti. Il tanto agognato Passaggio a Nord Ovest venne infine conquistato nel 1906 dall’esploratore norvegese Roald Amundsen, che completò un viaggio di tre anni a bordo del Gjøa, un peschereccio per la pesca delle aringhe convertito.
Almeno da questo punto di vista, il sacrificio delle vite di quei 129 uomini non fu del tutto vano.
Immagine nella pagina:
Edwin Henry Landseer, L’uomo propone, Dio dispone (1864), Royal Holloway (Egham, UK)