L’Uroboro di Kekulé

di Andrea Trentini

L’Uroboro rappresenta mediante il cerchio la metafora espressiva di una ciclicità, come il continuo ripetersi dei giorni, delle stagioni, come la morte e la rinascita, la fine del mondo e la creazione, e di conseguenza anche l’eternità rappresentata dal cerchio stesso. I saggi di Alessandria, seguaci di Ermete Trismegisto, affermavano che in esso ci sono contemporaneamente l’inizio e la fine, l’alfa e l’omega nonché il ciclo delle acque che continuamente evaporano e si condensano.

Uroboro e benzene (Miniatura 219x213 px)Nel 1865 il chimico tedesco Friedrich August Kekulé von Stradonitz fu il primo ad ipotizzare la struttura ciclica del benzene. Già nel 1858 aveva dimostrato come gli atomi del carbonio possono unirsi a formare lunghe catene. August Kekulé, nato nel 1829 nel Granducato di Assia, aveva intrapreso gli studi di architettura a Giessen su consiglio del padre, ma in seguito decise di laurearsi in chimica, affascinato dalle lezioni di Justus von Liebig e dalla sua innata curiosità e immaginazione.

Secondo le sue stesse dichiarazioni, Kekulé fece una delle sua scoperte principali in un modo quantomeno singolare.
L’intuizione dell’importanza centrale degli atomi di carbono gli venne una sera d’estate del 1854 quando stava facendo tirocinio a Londra:

In una bella serata estiva stavo tornando a casa con l’ultimo autobus, appeso fuori come al solito, osservavo le strade della metropoli, normalmente piene di vita, ora così deserte. Mi misi a fantasticare, e, voilà, gli atomi presero a danzarmi davanti... Ecco che spesso due atomi piccoli si univano a coppia, un atomo più grande ne abbracciava due più piccoli, uno grande ancora si collegava con tre o anche quattro piccoli, mentre il tutto roteava in una danza frenetica. E i più grandi si univano per formare una catena... Spesi buona parte della notte a fissare sulla carta gli schizzi dei miei sogni.

Quella danza degli atomi pose le basi della chimica organica moderna cominciando a dare una spiegazione alle strutture degli innumerevoli composti del carbonio: oggi se ne conoscono oltre un milione. Gli atomi più grandi nella visione di Kekulé erano proprio gli atomi di carbonio che, legandosi fra loro e con altri atomi di idrogeno, ossigeno, azoto e altri elementi, formano lunghe catene di enorme importanza chimica e biologica che differiscono fra loro anche per la diversa disposizione dei singoli atomi.


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Uroboro e struttura del benzene

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Maggio 2015 (Numero 25)

Ingabbiatura in legno riempita di sabbia per proteggere il Nettuno da possibili attacchi aerei durante la Prima Guerra Mondiale

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