La mobilitazione civile
Bologna si trovò pesantemente coinvolta fin dal primo giorno nel conflitto.
Già snodo ferroviario obbligato per lo smistamento delle truppe mobilitate e per i rifornimenti diretti al fronte, divenne anche sede di importanti servizi di supporto alle operazioni belliche, e fu a tutti gli effetti una città militarizzata: ospitò le migliaia di soldati richiamati al fronte di passaggio per Bologna, allestì decine di Ospedali, vide sorgere Comitati cittadini di supporto al conflitto, sedi della Croce Rossa, una Casa di rieducazione per mutilati ed invalidi di guerra; dovette accogliere dapprima i prigionieri austro-ungarici e, soprattutto dopo Caporetto, le migliaia di profughi di lingua italiana fuggiti al di qua del Piave; fu sede dell’Intendenza generale dell’Esercito, del servizio di smistamento postale da e per il fronte e degli uffici della censura, dell’Ufficio per le Notizie alle famiglie dei militari voluto dalla contessa bolognese Lina Bianconcini
Cavazza (struttura nella quale operarono centinaia di volontarie), di stabilimenti di produzione industriale dipendenti dall’amministrazione militare, che durante la guerra conobbero uno sviluppo enorme (tra questi il Laboratorio Pirotecnico e la Direzione di Artiglieria per la produzione di proiettili, il Carnificio di Casaralta per la produzione di carne in scatola destinata ai soldati al fronte, stabilimenti che giunsero ad occupare almeno 16.000 operai, più della metà donne), e altro ancora.
Le nuovissime scuole elementari, quasi tutte costruite negli anni ‘10, dotate di locali ampi e luminosi, furono ampiamente requisite, tanto che già nel settembre 1915 ben 236 aule su 380 erano adibite ad usi militari (ma, nonostante questo, l’assessore alla pubblica istruzione Mario Longhena poté sempre vantarsi di non avere fatto perdere nessun giorno di scuola agli scolari felsinei, grazie alle accorte azioni dell’amministrazione).
Immagini nella pagina:
I primi feriti in arrivo da Caporetto alla stazione di Bologna
Militari feriti in transito alla stazione di Bologna