I requisiti per l’arruolamento sono severissimi: gli aspiranti carabinieri devono essere in età d’anni 25 sino a 40 ed alti almeno 39 once (1,75 metri circa, misura davvero notevole per l’epoca), avere svolto almeno quattro anni di servizio in altri corpi, saper ben leggere e scrivere, presentare una dichiarazione del sindaco o del parroco del luogo di residenza in cui consti la sua moralità e fermezza e praticata illibatezza di costumi, provenire da una famiglia in cui nessuno abbia avuto verun processo criminale. Poiché quasi tutti coloro che hanno svolto almeno quattro anni di servizio militare erano inquadrati nell’esercito francese o in quello del Regno Italico, si dà ovviamente precedenza a quelli che erano stati a vario titolo emarginati dal regime napoleonico.
Significativo è l’art. 15: Il delitto di diserzione non è da supporsi nel Corpo dei Carabinieri...
Nel 1822 il Regolamento viene sensibilmente ampliato. Si stabilisce che i carabinieri, tranne che per il servizio d’ordinanza, cioè trasmissione di dispacci urgenti, devono sempre essere almeno in due; devono considerarsi in servizio perpetuo in qualunque circostanza ed a qualunque ora; devono sempre avere un contegno distinto, urbano, fermo, dignitoso, calmo, ma anche imparziale ed umano. Il carabiniere reale deve rappresentare perciò un modello, una proiezione dello stesso regnante: esprimere distinzione e superiorità, essere al contempo il tutore della sicurezza e della legalità che incute timore, nonché il primo soldato dell’armata, scelto dal re, che suscita ammirazione.
Di conseguenza anche all’uniforme deve essere posta una cura particolare: L’esattezza e la proprietà della tenuta forma una parte della disciplina, in cui Sua Maestà vuole a ragione che il Corpo dei Carabinieri Reali si distingua. Il regolamento prevede che: I militari del Corpo non portano baffi, né spagnolina: le bazzette non devono oltrepassare la linea dell’estremità inferiore dell’orecchio all’angolo della bocca; i capelli non devono oltrepassare la fronte, né coprire le orecchie, ed essere in riga del colletto dell’abito.
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Vittorio Emanuele I (particolare)