Quando, nel maggio 1862, fu compiuto a Genova il famoso furto al Banco Parodi che fruttò ai malviventi la somma, ingente all’epoca, di 800 000 lire, la questura, grazie al lavoro di Magenta, postasi sulle vere tracce di quei birbanti, giunse a catturarli in mare, mentre se ne fuggivano sulla Tartana Amore e Patria in direzione di Alessandria d’Egitto. Sei Bolognesi, per nome Catti, Ceneri, Minarelli, Sabattini, Nanni e Rossi furono i catturati, i quali portavano in dosso due Bombe all’Orsini e molte armi. Solo la metà della refurtiva fu recuperata.
Dopo il processo tenutosi a Genova, i malviventi furono tradotti a Bologna. Non essendoci aule giudiziarie adeguate, la Grande Causa Bolognese fu istruita nella Sala d’Ercole del Palazzo Comunale il 26 aprile 1864. Quella che in seguito fu chiamata causa longa durò fino al 17 ottobre, quasi 180 giorni, e destò grande interesse in città al punto che – racconta Bottrigari – non vi fu un bolognese che non siasi recato nell’aula del dibattimento per vedere tanti malandrini entro la gabbia di ferro. Ciò che suscitava sdegno nei benpensanti era il vedere ogni giorno popolate le tribune riservate da molte Signore e Signorine cui questo brutto dramma criminale serviva a diletto. E, come sappiamo, i binocoli da teatro delle dame erano puntati soprattutto sul bel Pietro Ceneri.
Noi di questo salotto siamo però incuriositi da quell’unica figura femminile avvolta in uno scialle che, nel disegno circolante all’epoca, appare in posizione centrale. Le cronache dell’epoca ce la descrivono come non bella ma dotata di un viso espressivo e intelligente. Il suo nome è Maria Mazzoni e, se non ha mai partecipato direttamente ai fatti in questione, svolge tuttavia un ruolo di grande rilievo nell’organizzazione criminale. È il tesoriere, ovvero la persona di fiducia del capo, quella che tiene i cordoni della borsa e si preoccupa di pagare gli avvocati, di mantenere le famiglie di coloro che sono in galera e, se è il caso, anche di corrompere qualche giudice ben disposto. Si tratta di un ruolo di grande responsabilità che Maria svolge con lealtà ed equilibrio.
Immagine nella pagina:
Bozzetto di bomba all’Orsini